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Classificazione degli estintori: quale usare in base all’incendio

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Classificazione degli estintori: quale usare in base all’incendio

L’estintore è il comune strumento impiegato per spegnere un incendio, all’interno di strutture pubbliche e private. La sua storia è più lunga di quanto si immagini, dato che una prima versione di questo attrezzo venne brevettata in Germania, nel 1723. Il più recente, invece, (il fluobrene, detto “ammazzafuoco”) è di nazionalità italiana ed è datato 1969.

Come stabilito da un decreto ministeriale del marzo 1998, in Italia esiste una classificazione degli incendi, che li differenzia in base alla rispettiva origine: da quelli generati dalla combustione di materiali solidi (carta, legna, pelli) a quelli che derivano da petrolio, vernici e olii, passando per i più pericolosi, nati da esplosioni di metano, GPL, butano ecc…

I diversi tipi di fuoco necessitano, pertanto, un estintore ad hoc. Per questa ragione esistono attualmente cinque tipologie di questo attrezzo.

La versione più comune è quella a polvere: contiene una soluzione salina e viene impiegato principalmente per i roghi domestici. Si possono trovare sia quelli contenenti solfato e fosfato di ammonio, sia quelli a bicarbonato di sodio. Può spegnere il fuoco anche su apparecchiature elettriche e liquidi infiammabili.

Più limitate le funzioni di quello ad acqua, che serve essenzialmente a sventare gli incendi generati da legna, carta e stoffe. Ha un sistema di pressurizzazione e la propagazione del liquido avviene per nebulizzazione.

Perfetto per i liquidi infiammabili è invece l’estintore a schiumasconsigliato però per le apparecchiature elettriche. Se invece l’incendio finisce per coinvolgere meccanismi preziosi e delicati, è il caso di usare un estintore ad anidride carbonica. Infine, per la combustione di oli alimentari e altre sostanze grasse, il più adatto è quello a estinguente liquido. Ma gli estintori possono essere raggruppati anche in base a capienza e peso. Quelli che pesano meno di 20kg sono detti “portatili”, mentre i “carrellati” (assai più pesanti dei primi), necessitano di essere trasportati su ruote.