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Quando è nato l’estintore?

estintore

Quando è nato l’estintore?

Strumento di vitale importanza ai giorni nostri, che ci può salvare la vita in caso di incendio, l’estintore ha delle origini molto antiche.

Sebbene la sua nascita vera e propria sia datata al 1816, un primo estintore fu brevettato già un secolo prima, nel 1723. A progettarlo fu il chimico Ambrose Godfrey, che lo realizzò riempiendo una botte di liquido estinguente, da cui faceva esplodere della polvere pirica. Questo “antesignano”, messo già in funzione qualche anno dopo a Londra, fu sostituito dal primo vero e proprio estintore “moderno”, messo a punto proprio fra il 1816 e il 1818. Era un serbatoio di rame, contenente una soluzione acquosa di carbonato di potassio, pressurizzato con aria compressa. Il suo inventore fu il capitano britannico George William.

Fra il XIX e il XX secolo furono tanti a cimentarsi nel perfezionamento di questo nuovo ma sempre più prezioso strumento. Dai francesi, primi a brevettare un estintore “soda-acido”, agli statunitensi, passando per i russi. Anche gli italiani hanno lasciato il proprio segno nella storia di questo oggetto: a Montecatini, nel 1969 venne inventato il fluobrene, detto anche ammazzafuoco per la grande capacità di spegnere le fiamme. All’inizio, fu utilizzato principalmente durante le gare automobilistiche, sul circuito italiano di Monza. Qui, più volte spense incendi sul nascere, salvando la vita ai piloti.

Presente in tutte le strutture pubbliche, l’estintore di oggi è comunemente formato da un serbatoio di colore rosso, e al suo interno è contenuto un liquido estinguente. La valvola di apertura è posta all’apice ed è collegata a un tubo flessibile detto “manichetta”, con cui è possibile indirizzare il getto della sostanza emessa. Infine, di grande importanza è l’etichetta: questa riporta le informazioni sul tipo di estintore che stiamo utilizzando.

Oggi, infatti, la principale distinzione avviene per il tipo di agente estinguente contenuto: alcuni agiscono per soffocamento, altri per raffreddamento, altri ancora mediante l’innescamento di una reazione chimica. Ma la classificazione non si ferma qui: ogni tipo di combustibile (solido, liquido, gassoso, apparecchiature elettriche) richiede l’intervento di un estintore diverso.