Telefono +39 091 6377907
Orari di lavoro Lun - Ven 9:00 - 18:00

Scarpe antinfortunistiche, ghette, ginocchiere: a ogni rischio il giusto DPI

Scarpe antinfortunistiche, ghette, ginocchiere: a ogni rischio il giusto DPI

Parlare di salute e sicurezza del lavoro è importante per conoscere le misure preventive da adottare per proteggersi dai rischi connessi all’attività lavorativa.

Quando tutto il corpo è coinvolto ed esposto sul luogo di lavoro, quindi a rischio infortunio, è fondamentale utilizzare adeguati dispositivi di protezione individuale o DPI come le scarpe antinfortunistiche. In molte attività lavorative, infatti, sono i piedi ad essere esposti a numerosi rischi, per questo si fa uso delle scarpe antinfortunistiche che proteggono da schiacciamento o scivolamento, tagli, rischi chimici o rischi fisici come acqua, umidità o cariche elettrostatiche.

Ogni tipo di scarpa è pensata per rispondere a specifiche esigenze di utilizzo, ma in generale devono possedere alcune caratteristiche: avere fodere resistenti a strappi e abrasioni con una suola altrettanto robusta che sopporti flessioni e torsioni, idrocarburi, idrolisi; è necessario anche la parte superiore della scarpa, la tomaia, sia resistente allo strappo e alla flessione. Inoltre, le scarpe antinfortunistiche devono proteggere da rischio scivolamento e proteggere le dita del piede con una punta di acciaio resistente all’impatto; devono essere resistenti agli oli minerali e alla corrosione dei puntali metallici.

Naturalmente, come già specificato, le calzature vanno scelte in base alla mansione da svolgere e ai conseguenti rischi a cui si va incontro sul luogo di lavoro. Parlare di scarpe antinfortunistiche può essere scorretto nella misura in cui ogni scarpa ha diverse caratteristiche e materiali particolari.

Esistono in primo luogo due classificazioni: le scarpe di tipo uno con cui si intendono le calzature di cuoio e altri materiali, escludendo quelle in gomma o polimero; il tipo due fa riferimento invece alle calzature in gomma e polimero. Per queste due classi esistono a loro volta altre tre grandi categorie: si parla, quindi, di calzature di sicurezza, di protezione e da lavoro.

Per andare più nello specifico, ci sono calzature conduttive o antistatiche studiate per proteggere il piede dal rischio elettrico; esistono le calzature isolanti, interamente di gomma (quindi di tipo due) o di materiale polimero. In merito al rischio termico, si possono indossare calzature che isolano il piede dal calore o al contrario dal freddo.

Oltre alle scarpe antinfortunistiche, esistono dispositivi di protezione individuale come le ghette, un accessorio che consiste in un gambale da utilizzare solo quando serve, senza coinvolgere la calzatura. Le ghette proteggono il polpaccio per esempio da schizzi di alluminio o metallo fuso, dal contatto accidentale con la fiamma; differiscono dallo stivale proprio perché non comprendono la scarpa ma solo il gambale.

Se l’attività da svolgere, invece, richiede di lavorare in posizione inginocchiata esistono le ginocchiere per proteggere il ginocchio da pressione eccessiva, ferite e urti, contatto con sostanze nocive o anche freddo. È importante scegliere il tipo di ginocchiera adeguato al tipo di lavoro: per esempio se al lavoratore è richiesto di restare esclusivamente fermo sulle ginocchia come il posatore di pavimenti è richiesta una protezione elevata.